Lettur&Note 2026
Viaggio in Italia. Sulle orme di Byron
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George Gordon Byron, già figura centrale del Romanticismo europeo, arriva in Italia nel 1817. Tra Venezia, Ravenna e Pisa trasforma l'auto-esilio in una stagione creativa intensa, intrecciando poesia, passioni e ideali di libertà. La lettura di Paolo Mutti dal Childe Harold’s Pilgrimage si unisce al dialogo tra violino e violoncello del Duo delle Dame, ricreando le tensioni poetiche e visionarie dell'epoca.
Introduzione
Quando arriva in Italia nel 1817, George Gordon Byron è già una celebrità europea: poeta romantico, spirito ribelle e protagonista di una vita segnata da scandali, passioni e ideali di libertà. Lascia l’Inghilterra per sottrarsi a una pressione sociale ormai insostenibile e trova nella penisola molto più di un rifugio. Tra Venezia, Ravenna, Pisa e la Liguria, l’Italia diventa per lui un luogo di trasformazione personale e artistica: qui scrive alcune delle sue opere più importanti, frequenta intellettuali come Percy Bysshe Shelley e Mary Shelley, vive amori travolgenti e si avvicina agli ambienti della Carboneria, condividendone le aspirazioni liberali.
Per Byron il viaggio italiano non è una fuga, ma la ricerca di una patria ideale dove poesia, vita e impegno civile possano finalmente coincidere.
Quell’anelito di libertà rivive nella lettura di Paolo Mutti del quarto canto del Childe Harold’s Pilgrimage (Il pellegrinaggio del giovane Aroldo), il poema che più di ogni altro testimonia il suo incontro con l’Italia.
Alle parole del poeta si intreccia il dialogo tra il violino e il violoncello del Duo delle Dame, in un programma che restituisce il clima culturale e le suggestioni dell’epoca romantica.
Al termine dell’evento è prevista la degustazione dei vini della cantina storica Azienda Perusini.
Programma
Giovanni Battista Cirri (1724 - 1808)
Duetto II in Fa maggiore op.1
Allegro - Adagio - Minuetto
Ignaz Josef Pleyel (1757 - 1831)
Duetto II in Re maggiore op. 16
Allegro moderato - Minuetto/Trio
Charles-Antoine Campion (1720 - 1788)
Duetto III in Sol maggiore op. 7
Andante - Allegro - Allegretto Amoroso
Jean-Baptste Sebastien Bréval (1753 - 1823)
Duo III in Re maggiore
Allegro - Andante - Presto
Interpreti
Paolo Mutti, voce recitante
Concerto delle Muse:
Katarzyna Solecka, violino
Cristina Vidoni, violoncello
Biografie
Paolo Mutti si diploma nel 2012 alla Scuola di teatro “Alessandra Galante Garrone” di Bologna. Attore e formatore specializzato in dizione e lettura espressiva, svolge attività didattica in diverse città italiane, tra cui Udine, Pordenone, Bologna e varie località della Toscana.
Nel corso della sua attività artistica collabora con figure e realtà di rilievo della scena teatrale e cinematografica, tra cui Gabriele Lavia, Robert Wilson, Andrea Battistini, Vittorio Franceschi, Gabriele Salvatores, Marco Fabbro e Carmine Elia. Partecipa a numerose produzioni teatrali in Emilia-Romagna e Toscana, oltre che con Teatri Stabil Furlan e la compagnia Arti e Mestieri.
La sua attività spazia tra teatro, cinema e doppiaggio, con particolare esperienza anche nel doppiaggio di animazione. Opera professionalmente dal 2009.
L’Ensemble Concerto delle Muse, fondato da Katarzyna Solecka (violino) e Cristina Vidoni (violoncello), nasce dalla collaborazione artistica tra le due musiciste, maturata nel tempo attraverso percorsi di studio in importanti istituzioni italiane ed europee, tra cui l’Accademia di Musica di Cracovia, il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo e la Schola Cantorum Basiliensis.
Entrambe hanno collaborato con alcuni tra i principali ensemble di musica antica, fra cui Europa Galante, Il Pomo d’Oro Orchestra, Divino Sospiro, Capella Cracoviensis, Concerto de’ Cavalieri, Cappella Neapolitana e Concerto Italiano, sviluppando parallelamente esperienze solistiche che hanno contribuito alla loro crescita artistica.
Il progetto del duo si concentra sul repertorio per violino e violoncello tra fine Settecento e prima metà dell’Ottocento. Un percorso musicale che mette in luce eleganza, chiarezza formale e varietà espressiva, restituendo la ricchezza del repertorio cameristico tra tardo barocco e nuova sensibilità classica.