Laboratorio opera barocca
Filmare nell'era dell'AI - Corso gratuito di videomaking
Informazioni
Quando
Luogo
Filmare è il punto di partenza. Il punto di arrivo e raccontare storie che restino.
Descrizione
Smartphone, intelligenza artificiale e storytelling: un laboratorio pratico per produrre contenuti audiovisivi di qualità. Dalla sceneggiatura al montaggio, passando per riprese e musica, il corso guida i partecipanti attraverso ogni fase creativa, con uno sguardo al linguaggio visivo dei social e al mondo della musica.
Programma
PRIMA PARTE
Teoria e storyboard
Un'introduzione al linguaggio audiovisivo contemporaneo: inquadrature, stili, strumentazione tecnica, con uno sguardo al mondo dei social e all'intelligenza artificiale. A seguire, come costruire una drammaturgia efficace e tradurla in storyboard. La sessione si chiude con un'esercitazione pratica: ogni partecipante sviluppa una storia da portare in produzione.
SECONDA PARTE
Dalla storia al video
Realizzazione del contenuto attraverso tutte le fasi del processo produttivo: pre-produzione (tempi, risorse, location), riprese, montaggio, aggiunta di musica, testi e titoli, eventuale doppiaggio.
CONCLUSIONE
Visione e condivisione dei lavori, correzione collettiva, spunti creativi e riflessione sulle opportunità e strategie di distribuzione.
Michele Battistella
Educatore professionale, facilitatore e creativo. Ma, soprattutto, è una persona che crede che l’apprendimento non sia un processo da subire, bensì un’esperienza da vivere. Nel suo lavoro, l’educazione non passa mai solo dalle parole. Passa dalle domande, dalle relazioni, dagli errori e dalle storie. Accompagna persone e gruppi a esplorare, a mettersi in discussione, a trovare connessioni tra ciò che sanno e ciò che vivono. Non offre risposte preconfezionate: crea contesti in cui le risposte possano emergere.
Come facilitatore, costruisce spazi in cui le persone possano esprimersi davvero. Spazi in cui il confronto non è scontro, ma possibilità. In cui ogni voce ha valore e ogni esperienza può diventare apprendimento condiviso. Lavora con gruppi diversi, adattando linguaggi e strumenti, ma mantenendo sempre lo stesso obiettivo: rendere le persone protagoniste del proprio percorso.
La sua anima creativa è ciò che tiene tutto insieme. Teatro, scrittura, narrazione e sperimentazione diventano strumenti educativi. Perché quando si crea, si partecipa. E quando si partecipa, si impara in modo più profondo. È proprio da questa visione che nasce l’uso del videomaking.
Il video, per lui, non è solo uno strumento tecnico, ma un linguaggio. Un modo per raccontare, per fermarsi a osservare, per dare forma alle idee. Nei suoi percorsi, il video diventa uno spazio in cui le persone possono rivedersi, riconoscersi, mettersi in gioco senza filtri. Fare video significa scegliere cosa guardare e come raccontarlo.
E in questo processo si attiva qualcosa di potente: pensiero critico, consapevolezza, capacità di sintesi, ma anche emozione e identità. Per questo utilizza il videomaking nei suoi progetti: perché permette di unire educazione e creatività, riflessione e azione, individuo e gruppo. In un mondo pieno di contenuti veloci e superficiali, il suo lavoro va in una direzione diversa:
creare esperienze che restano, che fanno pensare e che, soprattutto, fanno sentire parte di qualcosa. Perché educare, per lui, significa esattamente questo: non riempire teste, ma accendere possibilità.