Dalla tela il suono 2026
Una festa in campagna
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Ingresso
Biglietto intero: 1€
Informazioni di acquisto presto disponibili.
Una pittura murale proveniente da un palazzo rinascimentale di Pordenone raffigura una festa popolare all’aperto con suonatori e danzatori immersi nel paesaggio friulano. L’immagine restituisce un mondo agreste e festoso, dove la musica delle bombarde sembra ancora risuonare, trasformando la scena in un dialogo diretto con il pubblico di oggi.
Introduzione
Ballo campestre
Pittore di scuola pordenoniana, quarto decennio del XVI secolo
La pittura murale a secco proviene da un palazzo della città di Pordenone appartenuto a Girolamo Rorario, nobile di origini veronesi, umanista e diplomatico al servizio della casa d’Austria. Dopo la demolizione del palazzo tra il 1840 e il 1843, l'opera fu staccata e collocata, nel 1928, sopra l’ingresso del Municipio. Dopo il sisma del 1976, fu trasferita su supporto in fibra di vetro ed è entrata a far parte delle collezioni museali. La scena raffigura un episodio di vita popolare: una festa all’aperto con suonatori di bombarde e altri strumenti a fiato, e danzatori. Sullo sfondo si apre un ampio paesaggio ispirato alla campagna friulana. L’attenzione ai dettagli di abiti, acconciature e strumenti musicali restituisce un’immagine di vita quotidiana, collocando la scena in un contesto realistico e documentario.
Bombarda: conosciuta anche come piffaro rinascimentale, è uno strumento a fiato ad ancia doppia diffuso in Europa tra Medioevo e Rinascimento. Costruita in legno, con un suono potente e luminoso, era particolarmente adatta alla musica di danza e alle esecuzioni all’aperto, ma anche nella musica d’insieme. Realizzata in diverse dimensioni, dal soprano al basso, copriva un’ampia estensione sonora: le voci più acute sono considerate antenate dell’oboe moderno, mentre quelle più gravi sostenevano l’armonia con un timbro più pieno e scuro.
Programma
Musiche di
Orlando di Lasso (1532–1594)
Josquin des Prez (c. 1450–1521)
Gian Giacomo Gastoldi (c. 1550–1622)
Interpreti
Introduzione a cura di Fabiana Iurig, Conservatrice Museo Civico d’Arte
Arrigo Pietrobon, bombarda
Federico Rattin, bombarda
Biografie
Arrigo Pietrobon e Federico Rattin sono membri de I Pifari del Doge, ensemble specializzato negli strumenti a fiato storici del Rinascimento veneziano, in particolare pifari, dulciane e cervellati.
Il gruppo nasce dall’incontro tra Claudio Sartorato e Paolo Tognon, con l’intento di valorizzare la prassi esecutiva delle compagini strumentali attive tra XV e XVI secolo a Venezia, in dialogo con la cultura figurativa coeva, da Bellini a Tiziano. L’attività si fonda su una ricerca filologica e timbrica che ricostruisce il repertorio delle cerimonie civiche e religiose della Serenissima, con particolare attenzione alle fonti d’archivio.
L’ensemble si è esibito in festival e rassegne internazionali in Europa e in Svizzera, tra cui Hinwil, Treviso, Bassano del Grappa, Venezia, Gorizia e Firenze, proponendo programmi dedicati alla musica strumentale veneziana tra Rinascimento e primo Barocco. Ha inoltre realizzato registrazioni e progetti audiovisivi diffusi su piattaforme digitali.