I volti di Femart: Daniele Dai Prè
Daniele Dai Prè è musicista e polistrumentista. La musica fa parte della sua storia fin dall'infanzia, vissuta in una famiglia dove era una presenza quotidiana: il nonno violinista e maestro di musica, lo zio pianista e fisarmonicista. Dopo una lunga esperienza al pianoforte, è arrivato all'handpan, uno strumento che lo ha conquistato per la particolare qualità del suo suono e per il rapporto diretto tra la vibrazione dello strumento e il corpo di chi lo suona e di chi ascolta. Negli ultimi anni ha approfondito anche la conoscenza di strumenti ancestrali come gong e campane tibetane, sviluppando un percorso nel quale la musica si intreccia con la pratica meditativa e con la ricerca sul benessere psicofisico. Nei suoi concerti immersivi e nei bagni sonori, handpan e percussioni armoniche diventano così strumenti di espressione e di ascolto, capaci di creare un'esperienza che coinvolge non soltanto l'udito, ma anche la dimensione fisica della percezione.
Lei viene da una famiglia in cui la musica è sempre stata presente, con un nonno violinista e maestro di musica e uno zio pianista e fisarmonicista. Che ricordo ha della musica nella sua infanzia?
La musica, in tutte le sue forme – ascoltata, suonata, ballata e anche cantata – mi ha accompagnato per tutta la vita e, in particolar modo, durante l'infanzia, in famiglia. Respiravo leggerezza e spensieratezza e questo mi dava molta gioia. È questo il mio ricordo della musica nella mia infanzia.
È stato naturale avvicinarmi al mio primo strumento musicale: il pianoforte a muro di mio zio Luigi, un po' scordato… Ma toccare quei tasti d'avorio era magico per me.
Dopo tanti anni di pianoforte, cosa l'ha portata verso l'handpan? Quando lo ha ascoltato per la prima volta e che cosa l'ha colpita di quel suono?Fino a quando ho conosciuto l'handpan non avevo trovato uno strumento che mi stimolasse ad approfondirne la conoscenza. L'incontro, seppur casuale, è avvenuto durante una lezione di yoga via web.
Subito ho cercato il modo di conoscerlo meglio e di averne uno. La prima volta che l'ho suonato, l'emozione che ho provato è stata la stessa che avevo sentito da bambino davanti al pianoforte. Anche se lo suono e lo ascolto tutti i giorni, quell'emozione si rinnova sempre.
L'handpan è uno strumento ancora poco conosciuto dal grande pubblico. Al di là della sua forma e della tecnica per suonarlo, che tipo di strumento è dal punto di vista musicale? Che cosa permette di fare che altri strumenti non consentono?
L'handpan è molto innovativo per quanto riguarda l'approccio del musicista. Viene costruito in modo da poter riprodurre le classiche note musicali, ma ogni strumento ha una propria scala musicale, che non rispecchia le scale musicali così come sono conosciute fino ad oggi.
Questo permette al musicista di scegliere una scala che gli consenta di esprimersi in modo più personale, creando un feeling e sonorità più intime. Credo che questa connessione sia una delle particolarità dell'handpan.
Quando si suona un handpan, il suono non sembra soltanto qualcosa da ascoltare, ma qualcosa che si percepisce anche fisicamente. Che cosa accade, secondo la sua esperienza, nel rapporto tra il corpo, lo strumento e il suono?
L'handpan è uno strumento vibrazionale: oltre alla musica, il metallo di cui è composto emette anche delle vibrazioni che arrivano all'ascoltatore attraverso il corpo.
Quando suono l'handpan ho già un tema che voglio sviluppare, in base alla situazione e al mio sentire rispetto a tutto ciò che mi circonda. Suonare nella natura, per esempio, mi trasmette delle emozioni particolari.
Durante un concerto percepisco l'emozione di chi ascolta, durante una meditazione ne percepisco un'altra ancora. Nel corso dell'esecuzione mi sento libero di modificare le melodie sulla base di ciò che sento in quel momento.
Si parla spesso dell'handpan anche in relazione al rilassamento e al benessere psicofisico. Quanto c'è di concreto nella sua esperienza di musicista e quanto invece rischia di diventare un'immagine stereotipata dello strumento?
L'handpan è uno strumento vibrazionale e, nella mia esperienza, le sue vibrazioni possono arrivare all'ascoltatore anche attraverso il corpo, favorendo una sensazione di rilassamento e serenità.
Credo però che questa sia solo una parte delle possibilità dello strumento. Per me l'handpan è soprattutto un mezzo attraverso il quale posso esprimere ciò che sento, lasciandomi guidare dalla situazione, dall'ambiente e dalle emozioni di chi ascolta.