I volti di Femart: Roberto Manuel Zangari
Il tenore Roberto Manuel Zangari veste i panni del Conte Bellezza nella produzione di Barocco Europeo de Le donne vendicate di Niccolò Piccinni, l’opera che ha debuttato al Teatro Miela di Trieste il 17 settembre di quest'anno. Il suo personaggio indossa una maschera fatta di narcisismo e rabbia per nascondere le proprie fragilità. Con la sua interpretazione, Zangari evidenzia non solo i tratti grotteschi del personaggio, ma anche una scrittura musicale che, soprattutto nei recitativi, rivela una straordinaria capacità di caratterizzazione. Nell’intervista ripercorre anche il lavoro con il regista Cesare Scarton e il direttore Riccardo Doni, il legame con i colleghi e quella dimensione umana che, tra risate e scavo interiore, rende ogni allestimento un’esperienza da portare con sé.
Come ha costruito il "suo" Conte Bellezza e qual è il carattere che sente più vicino al suo?
Il Conte Bellezza è una maschera grottesca del narcisismo e della rabbia, sfociata in misoginia, che egli frappone tra sé e il mondo che lo circonda, in parte per affermarsi migliore e in parte per proteggersi, poiché è fondamentalmente un vigliacco concentrato solo su di sé. Sebbene sia arduo trovare reali aspetti del mio carattere che combacino con il suo, bisogna riconoscere che noi cantanti spesso indossiamo delle maschere per darci coraggio e apparire più di ciò che siamo, in pubblico. In teoria dovrebbe essere circoscritto solo al palco e durante una recita; in pratica, a volte ci lasciamo sfuggire la mano…
C'è un momento dello spettacolo in cui ha sentito che il suo personaggio, la musica e la scena sono stati particolarmente in equilibrio?
L'aria Cara, quest'occhi miei, oltre ad essere la più complessa e interessante dal punto di vista musicale, era perfettamente rappresentativa del personaggio: solo in scena, con il suo specchio e con i tre figuranti, mere proiezioni del suo ego.
Che cosa le ha lasciato il lavoro su Le donne vendicate e che cosa porterà con sé da questa esperienza?
Innanzitutto, splendidi colleghi e nuovi rapporti umani costruiti, che sono la linfa vitale del nostro lavoro. Tante risate, ma specialmente uno scavo interiore dovuto all'eccellente lavoro di Cesare Scarton e Riccardo Doni. Un plauso va anche al nostro assistente, Sebastiano Bazzichetto, che non conoscevo ed è stata una piacevole sorpresa.
C'è un genere musicale che ascolta nel tempo libero? e un artista che apprezzia in modo particolare?
Nel tempo libero non ascolto musica in cuffiette: ho bisogno di staccare dalla routine. Il mio ultimo concerto live è stato quello di Brunori Sas, che mi è piaciuto molto.