AL CHIARO LUME DI DUE STELLE, Barsanti, un italiano in Scozia – Video Première – Cenacolo Musicale –

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Programma musicale del video

Francesco Barsanti (1690-1775)

Cantate per Alto e basso continuo

Chi mai vi fè sì belle

E qual legge mi imponi

Oh quante volte, oh quante

Esecutori

CENACOLO MUSICALE

Francesca Biliotti, alto

Massimo Raccanelli, violoncello

Donatella Busetto, cembalo-organo

Presentazione programma

AL CHIARO LUME DI DUE STELLE – Francesco Barsanti, un italiano in Scozia

 

Nato a Lucca nel 1690, flautista e oboista, Francesco Barsanti condivide con molti musicisti italiani della prima metà del settecento, quali Bononcini, Geminiani, Felice Giardini, l’aspirazione a trovar fortuna e affermazione in terra straniera. A questa diaspora musicale contribuì, oltre la missione culturale del Grand Tour, in voga presso nobili e letterati dell’epoca, anche l’apprezzamento che i musicisti e i compositori italiani sapevano suscitare nelle platee degli ascoltatori e soprattutto nei mecenati e sottoscrittori d’oltralpe, condizione ambita e indispensabile per un’affermazione professionale.

 

Trasferitosi a Londra al seguito di Geminiani, si fece inizialmente apprezzare come oboista e flautista all’Opera Italiana, oltreché come compositore e didatta.

Ma fu ad Edimburgo, dove si trasferì negli anni immediatamente a seguire, che svolse la maggior parte della sua carriera come compositore e insegnante. Al volgere degli anni ’50 del settecento, in seguito a problemi economici, ritornò a Londra, come violinista al Covent Garden, dove rimase fino alla morte, nel 1775.

 

L’attività compositiva di Barsanti è conosciuta principalmente per le opere strumentali, specialmente per quelle destinate al flauto. Stilisticamente si inserisce nella fase di transizione dal Barocco al primo Classicismo, condividendo di entrambi i tratti essenziali. È ricordato inoltre per il particolare utilizzo della forma del Concerto Grosso, nel cui organico inserisce strumenti a fiato e i timpani, anticipando così l’ambientazione timbrica dei Mannheimer.

Accanto a questo maggioritario corpus strumentale, però, è stata recentemente messa in luce, ad opera del Musicologo Michel Talbot, la sua produzione vocale profana, interamente prodotta in Inghilterra e finora praticamente sconosciuta, ma di altrettanto pregio compositivo.

Il programma di questa registrazione presenta tre cantate profane, composte attorno agli anni trenta del ‘700, che raccolgono tutta la sua particolare disposizione compositiva, oscillante tra la struttura contrappuntistica, di derivazione barocca e la maggior rarefazione armonica, anticipatrice dell’emergente Classicismo. Di notevole interesse la struttura formale, costituita da una doppia coppia di recitativo e Aria, che Barsanti sfrutta come occasione per emancipare il brano da uno stesso, persistente impianto tonale, collocando perciò le Arie in tonalità molto lontane tra loro.

I testi delle cantate sono di autore sconosciuto, ma l’ambientazione è tipica dell’Arcadia e declina il “decalogo” delle pene d’amore del pastorello e della ninfa…

 

 

 

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