Musica a Venezia nel XVI e XVIII sec. – Ensemble Pifari del Doge

Musica antica per strumenti a fiato fra Venezia e Friuli!

Programma

Anonimo (XVI sec.)
Pavana Le forze d’Hercole e saltarello

Salomone Rossi (1570 – 1630)
Sinfonia 16 e gagliarda il Marchesino
Sinfonie prima, nona e duodecima

Giorgio Mainerio  (1535- 1582)
L’arboscello ballo furlano

Bartolomè de Selma y Salaverde  (1580 – 1640)
Vestiva i colli a basso solo (dulciana)

Alessandro Orologio (1555-1633)
Intrada  prima

Salomone Rossi (1570 – 1630)
Sinfonia 17 e gagliarda il Venturino

Alessandro Orologio (1555-1633)
Intrada  terza

Bartolomè de Selma   (1580 – 1640)
Canzona a doi bassi

Salomone Rossi
Sinfonie quinta decima, terza, decima quarta

Antonio Valente (1520-1601)
“Lo Ballo dell’Intorcia” con sette mutanze

G.B.Fontana (1589?-1630)
Sonata quarta a canto e basso

Alessandro Orologio (1555-1633)
Intrada  quinta

 

I Pifari del Doge

 

Arrigo PIETROBON            pifaro soprano
Federico RATTIN                 pifaro contralto
Paolo TOGNON                    dulciana soprano, tenore e basso
Claudio SARTORATO         cervellato
Carlo ROSSI                          cembalo
Moreno TORTORA              percussioni

Presentazione

Musica a Venezia nel XVI e XVIII sec. – Ensemble Pifari del Doge

I Pifari del Doge

Pifari del Doge

Fondato da Claudio Sartorato e Paolo Tognon, già docente di fagotti storici al Conservatoire National Supèrior de Musique et de Dance di Parigi, si avvale di strumentisti con grande esperienza internazionale nei festival di musica antica più importanti d’Europa e America. Hanno collaborato con i continuisti Nicola Cittadin, Riccardo Favero, Carlo Rossi. La ricerca filologica espressiva sull’ancia doppia consente un approccio timbrico curato che ripropone alcuni degli esempi di strumenti a fiato in voga a Venezia: la dulciana nelle taglie di soprano,tenore e basso, il pifaro (bombarda) ed il rarissimo cervellato (Ranckett).

Hanno debuttato nel 2014 nella rassegna musicale “I Fiori musicali” presso la Riformierte Kirche di Hinwil (Svizzera), e si sono esibiti in seguito  al Festival internazionale Organistico Città di Treviso, per l’Estate Tizianesca della magnifica comunità di Pieve di Cadore. Hanno eseguito concerti per Asolo Musica a partire dal 2015 in sedi storiche di pregio del Veneto. Recentemente hanno partecipato al 40° Festival Corale Internazionale tenutosi a Venezia rievocando in piazza S. Marco una ricostruzione esecutiva storica. Nel 2016 debuttano per OperaestateFestival di Bassano, con un originale programma dedicato ai celebri musicisti e costruttori Bassano, attivi presso la corte inglese all’epoca di Shakespeare. Hanno partecipato al Festival Musica Cortese di Gorizia. Sono stati invitati nell’ambito della mostra “il genio e l’ingegno: le macchine di Leonardo da Vinci. Hanno suonato a Firenze e a Padova dove hanno preso parte alla rassegna Girovagarte promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova. Hanno un’attività audiovisiva legata a Torculus Records, disponibile sui principali portali web, nonché nello specifico canale youtube a loro dedicato.

 

 

 

 

Il gruppo si ispira al celebre quadro di G. Bellini, in cui si evidenziano alcuni strumenti a fiato utilizzati per le cerimonie civiche e religiose a Venezia nel Rinascimento. Un accostamento artistico ideale tra i principi della pittura veneta del rinascimento, in cui la mirabile armonia di composizione formale, la luce, le ombre di Bellini, Tiziano, Giorgione, Veronese, Carpaccio, riprendono gli stessi contenuti estetici delle musiche coeve dei principali maestri di cappella ed organisti attivi in S. Marco fra il ‘500 ed il ‘600. Al tempo della pittura di Bellini (1496), i Pifari avevano già esteso a sei il loro numero, ma la pittura, ovviamente rappresenta un periodo precedente.

Un elenco dei quattro Pifari e due tromboni che compongono i Pifari del Doge nel periodo 1494 -1495 è pubblicato in Baroncini. …”Se canta dalli Cantori “… I cinque suonatori insieme sono indicati come Piffari del Principe, e anche Pifari del Doxe,  o ancora come Pifari del Serenissimo e comprendono sia i tromboni che le ciaramelle. Tra il 1506 e il 1512 i sei Pifari del Doge divennero tutti membri della Scuola di Santa Maria dei Mercanti e sono elencati come appartenenti al complesso del doge.

I musicisti sono indicati come appartenenti alla Scuola Grande della Misericordia,il documento è ora nel Fondo di Venezia, Archivio di Stato, “ Scuole Piccole e Suffraggi”. Inoltre, uno dei Pifari non identificati dalla scuola come parte del complesso del doge che è chiamato i Pifferi del Doge nel 1494-1495. Secondo Baroncini, gli ensemble Pifferi a Padova e Venezia generalmente consisteva in cinque o sei suonatori dalla fine del XV secolo in poi. Il repertorio musicale eseguito ha in comune il fatto che tutte le composizioni sono state pubblicate nelle stamperie di Venezia, all’epoca le più rinomate in Europa.  Pur di provenienza e cultura diverse, la loro pubblicazione e diffusione consentiva un ritorno di prestigio per il compositore assolutamente di rilievo. Il concerto accosta brani di cerimonia, quali, pavane, ed intrade a danze fra cui la gagliarda, molto in voga a Venezia a quell’epoca. Spiccano poi due compositori friulani: Giorgio Mainerio e Alessandro Orologio. Il primo celebre per aver pubblicato il Primo libro de’balli nel 1578 ed il secondo per essersi affermato per le sue composizioni anche ben oltre i confini regionali del tempo

Nel repertorio del primo Seicento, abbiamo inserito alcune rare composizioni in cui emerge l’attitudine virtuosistica della dulciana nella sua taglia di basso (Bartolomeo De Selma y Salaverde, fu un celebre compositore e fagottista). Altrettanto dicasi per Giovanni Battista Fontana, violinista bresciano poi trasferitosi a Padova, e la figura ricorrente di Salamone Rossi, fieramente autocitatosi Compositore Hebreo, le cui sensibilità compositive comunicano una rara e compiuta formula di sonate concertate dal mirabile senso melodico.

(note a cura di P. Tognon)

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